Umberto Motta

13 Novembre 2008

Questo sito vuole essere uno spazio per mettere a Vostra disposizione la mia esperienza e formazione. Un Curriculum Vitae sempre aggiornato, uno spazio informativo per conoscere l’universo Umberto Motta.
La fisioterapia è la mia vita, da sempre ho cercato in qualche modo di aiutare gli altri, e questa stupenda disciplina mi permette di farlo.

Mi occupo di riabilitazione ormai da quindici anni e il mio ambito di intervento va dalla riabilitazione ortopedica post trauma a quella neurologica passando da tutta una serie di specialità che seguono parallelamente la medicina tradizionale ma vengono definite alternative.

Con L’Eutonia….. va meglio

13 Novembre 2008

Sentirsi impacciati nei movimenti più banali come piegarsi in avanti per raccogliere un oggetto o ancora peggio non riuscire a calibrare uno sforzo perché è come se il corpo non obbedisca ai nostri segnali.

Se anche quando siamo a letto, ci accorgiamo di rimanere perennemente in tensione, faremmo il nostro bene a  prendere in seria considerazione l’ipotesi di imparare questa metodica.

Gerda Alexander ha denominato  Eutonia una situazione nella quale ogni movimento viene fatto ottenendo la massima efficacia con  il minimo dispendio di energia.

L’Eutonia è una tecnica che permette di preservare ed ottimizzare le forze fisiche e mentali e risulta essere efficace nel prevenire e guarire lo stato di generale ipertensione oggi tanto frequente.

La metodica si basa sul concetto che il riposo è indispensabile all’organismo, perché rigenera i tessuti affaticati e logorati.

Migliorando la presa di coscienza di noi stessi, attraverso gli esercizi che vedremo in seguito,  favoriamo il miglioramento della personalità e quindi della qualità della vita.

Gli esercizi che seguiranno sono solo alcuni tra quelli che normalmente possono essere proposti in un programma completo di Eufonia e Rilassamento.

Per avvicinarci all’Eutonia abbiamo bisogno di:

  • un ambiente tranquillo e se possibile una musica rilassante di sottofondo
  • uno stato d’animo predisposto al rilassamento. Dobbiamo cercare, per pochi minuti, di dimenticare tutti i nostri pensieri e di concentrarci sugli esercizi.

Prima di tutto, dobbiamo scegliere una posizione in cui tutte le parti del corpo siano appoggiate e sostenute,  in modo che sia realmente possibile abbandonarsi; la posizione più facile è senza dubbio quella da sdraiati.

A questo punto dobbiamo riuscire ad avvertire la sensazione di completa passività di tutto il nostro corpo.(Foto 1)

Tale operazione richiede parecchi minuti perché non siamo abituati a creare questo stato di completa rilassatezza.

Raggiunta la passività completa del nostro corpo in modo cosciente dobbiamo riuscire ad  abbandonarci completamente.

Dobbiamo riuscire a rivolgere l’attenzione a tutti i punti su cui il corpo è appoggiato.

Si prende coscienza del peso del corpo che riposa su una determinata superficie e si cerca di abbandonare il peso del corpo su ciascun punto.

Procederemo cominciando dai talloni e termineremo alla testa rimanendo almeno tre minuti su ciascun punto.

Una volta riusciti a prendere coscienza del nostro corpo si può passare all’esecuzione dei movimenti attivo-passivi.

Ci mettiamo comodamente sdraiati, solleviamo e lasciamo cadere l’avambraccio ( Foto 2).

L’esercizio prevede quattro fasi: a) Si solleva il polso con un movimento lento e continuo, lasciando che la mano penzoli (Foto 3) ; b) si blocca il movimento e si tiene il polso immobile in aria per qualche secondo ( Foto 4) ; c) si lasciano cadere passivamente a terra avambraccio e mano (foto 5) ; d) si lascia riposare per qualche secondo al suolo cogliendo lo stato di rilassatezza.

Le fasi più importanti  che richiedono maggior attenzione sono il passaggio dallo stato attivo allo stato passivo e viceversa.

Lo stesso esercizio può essere ripetuto per tutte le parti del corpo: il capo, le spalle ,il torace, le gambe ripercorrendo le quattro fasi del movimento, così come sopra descritte: contrazione, postura attiva, rilascio e distensione completa della muscolatura e riposo.

Un ulteriore passo avanti è rappresentato dalla dissociazione delle varie parti del corpo.

Dobbiamo riuscire a rilassare  una parte del corpo mentre un’altra rimane attiva.

E’ un evento fondamentale perché facendo economia delle proprie forze si lavora più facilmente e comodamente.

In questo modo  non vi sono più inutili tensioni,  si migliora la capacità di coordinazione e destrezza, riducendo al minimo la dose di energia necessaria a compiere qualsiasi movimento.

Vediamo ora un ottimo esercizio di dissociazione, in grado di ridurre la tensione a livello del collo: ci mettiamo comodamente seduti, (foto 6)  lasciamo cadere in avanti la testa rilassandola completamente (foto 7), immediata è la risposta: una sensazione di leggerezza  e di completo rilassamento dei muscoli del collo.

Ora un ottimo esercizio per ridurre la stanchezza delle mani: Appoggiamo il palmo della mano sinistra su una superficie rigida (Foto 8). Tiriamo con la mano destra ciascun dito all’indietro ( Foto 9) lasciandolo  subito dopo ricadere senza un controllo volontario.

Questi e molti altri esercizi ci aiutano a capire come sia importante, per ottimizzare al massimo la nostra energia, dissociare i singoli muscoli facendoli lavorare in modo indipendente.

L’obiettivo che cerchiamo di raggiungere, è lo stare di nuovo bene e in sintonia con il proprio corpo, che ritrova l’equilibrio perso con la comparsa dello stress

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